Raffaele Piazza: il dolore e l’epitaffio del poeta

Riceviamo questa raccolta di poesie su Mirta che pubblichiamo, andando ad aggiungere un nuovo tassello nella produzione poetica di Raffaele Piazza.

 

Mirta ancora vicina

 

Anima di luna, tu Mirta

nelle cose aurorali ancora

mi parli e mi dici di non

avere paura. Abbiamo attraversato

il sentiero azzurro della vita

la tua villa faro per me

per la nostra connivenza.

Sei volata via dal terzo

piano della Reggia e hai

aperto in me la ferita.

Ora passano i giorni

senza te e non si ricompone

l’affresco del tempo che nelle

nostre risate si fermava

nella gioia.

Grazie per avermi dettato

questa poesia.

 

 

Mirta nelle acque del cielo

 

Ti vedo nuotare, Mirta,

nel fiume del paradiso

che hai raggiunto, ancora

così bruna e così donna.

Non hai rimpianti per la

valle che hai lasciato

né per noi che rimaniamo

nell’esilio. Acque fresche

per te che fortuna attiri

per chi ti nomina dopo

il tuo suicidio. Non avevi

peccati e sei stata presa

a braccia aperte. Ti vedo

nuotare nelle acque del cielo,

Mirta, invidiata e fraintesa

qui sulla terra. Adesso

mi disseto a un rigo della

pena che ho per te, Mirta,

che te ne sei andata,

unica amica nella ressa dei

giorni di quando mi traevi

da tutti della vita i labirinti.

 

Mirta oltre il nulla

 

Il nulla, ma ad emergerne

tu, Mirta, viva più di prima

di essertene andata per

tua scelta di dolore. Ma, adesso,

mi sei accanto mentre scrivo

e mentre lavoro dolce e ridente

sinuosa e sensuale

come quando mangiavamo

insieme la vita o mi invitasti

a dormire nella tua villa:

era gennaio e il rimpianto

della purezza tua e del freddo

mi entra nell’anima nell’estate

torrida e mi insegna l’arte

di recitare la vita se non è

nuotando esistere.

Mirta, ora che sei morta suicida

a 44 anni, se alzo lo sguardo

ti vedo sorridere nell’azzurrità

e non è finzione.

 

 

Mirta Rem Picci ed io

 

Scherzavamo sulla canzone

di Battisti Una donna per amico

ti definivi il mio portafortuna

mi svelavi tuoi intimi segreti.

Giocavamo con le poesie:

io ti leggevo miei versi e ti

chiedevo di chi erano e tu

spesso sbagliavi e rispondevi

di Luzi o di Montale. Diventavo

Montale nella tua vergine anima.

Ora ti sei tolta la vita e non

possiamo più giocare.

Volevi la mia felicità, Mirta,

fiore rarissimo l’amicizia

uomo donna. Eppure esisti

più di prima ora d’estate

anima di ragazza e di Dio.

 

 

Mirta sorgente viva

 

Dove sei ora, Mirta, inter animata

a mari freschissimi dove nuoti

sei nella grazia che cercavi

in terra e non trovavi. E te

li ha dati Dio, oceani sicuri

dove t’immergi e ti fai sorgente

di parole, queste parole.

A me che sono rimasto dici

di non temere questo nulla

di vita che è bella come

un paleocristiano in una chiesa

affresco, tinte pastello ad entrare

nell’anima. Non mi manchi,

Mirta, perché ti sento ora più

vicina di quando mangiavamo

insieme. Sento che adesso sei

felice come una donna e lavori

e stai con tuo padre e Massimo.

Serena senza peccati mi apri

alla gioia il varco, Mirta.

 

 

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La poesia di Antonio Spagnuolo

Napoletano, medico, dirige riviste letterarie e di poesie e blog molto seguiti. Nato il 21 luglio 1931, ha fondato e diretto negli anni 80 la rivista “Prospettive culturali” , alla quale hanno collaborato firme autorevoli . Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali , inserito in molte antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura. Attualmente dirige la collana “le parole della Sybilla” per Kairòs editore e la rassegna ”poetrydream” in internet  ( http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com ).   Nel volume “Ritmi del lontano presente” Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990 . Plinio Perilli con il saggio “Come l’ombra di una  nuvola sull’acqua” (Ed. Kairòs 2007) rivisita gli ultimi volumi pubblicati fra il 2001 e il 2007. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia , quasi tutti premiati. Fra le ultime SONY DSCsegnalazioni: Menzione speciale al premio “Aoros 2017” – Lauro d’oro alla carriera “Premio città di Conza 2017”  , premio “Libero de Libero 2017” – Premio “Le nuvole Bertrand Russell 2017”—-Tradotto in francese , inglese , greco moderno , iugoslavo , spagnolo, rumeno . Vi presentiamo qui tre suoi lavori  che ospitiamo con grande piacere. (fd)

 

 

 

 

“Una strega”

Con gli occhi fissi nel cupo sortilegio

una strega mi affascina , nel silenzio

di queste mura ormai ridotte al nudo.

Ha scomode parole nel corpo lacerato

da pensieri incompiuti , quasi incerto ,

e grida all’improvviso al mio pallore

la selvaggia disfonia  dell’eternità.

Senza storia il cuscino profumato

inghiotte il tremore delle  mani,

oltre ogni promessa , e l’infinito

si aggira contro il tempo , per carezze

della tua pelle delicata nell’incisione del bianco.

Un sottile giogo contorce le mie membra,

quando ritorna primavera inaspettata,

e mi perdo nelle armonie del cielo

per rincorrere il segno delle luci.

Le mani in sospensioni cercano quiete

nel  tempio dell’umido tuo seno.

L’orizzonte marino ha il luccichio

di risacche, quasi un graffio allo schermo

che ripete memorie e dispetti .

Il tuo dire erano sillabe d’oro,

appuntamenti con il  vortice scatenato

della gioventù .

**

“Sesso”

Il suo raggio desiderato era di crine

brillato per me nel crepuscolo,

al confine delle cosce , carne rosata ,

perché legata al ramo come silfide.

La notte pronta al richiamo del sesso

turgido sino al culmine del volo

invoca parole sussurrate

nel luccichio di stelle che primavera adorna.

Sei nuda e tormentata tra le coltri

perché le dita sfiorano le labbra

a cesellare il bacio che scoppia nella nebbia.

L’oblio dei sogni scende lentamente

e tu sei schiava nel segreto porgere

il ventre profumato.

Batte il sangue alle tempie e luccichio

incessante ha fragranze di rose

per me che sono a correre in segreto.

**

“Sogni”

Inghiottiti dal sogno scopriremo l’abisso

che ritorna alle cosce , all’orecchio , alle unghie,

all’insaputa meraviglia della carne.

Tu hai fornace che assorbe al primo colpo

per impazzire anche quando sono ancora

distillato nel diafano narrare delle sillabe.

Di te mi parla il fantasma

che capovolge anche il tempo

e grida al clavicembalo antichi torpori

nell’anonima nebbia di un fragile pretesto.

Inventammo la luna nelle stagioni stranite,

guadagnammo gli specchi

per riflettere il nudo del tuo corpo

e imprigionare i capelli tra i pensieri in fuga.

Filigrana e tremore hanno la sospensione

di mani sempre in cerca dell’umore,

che sconfigge il riverbero dell’impazienza

nell’avida attesa del tuo grembo.

MANIFESTO per il FUTURO PROSSIMO: Le scuole dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea vogliono il MuDI insieme al riconoscimento dell’UNESCO

immagine939391Lo scorso martedì 27 marzo in sala Santa Marta a Ivrea si è svolto un incontro pubblico per la presentazione del Piano di Immagine e di Comunicazione della Candidatura di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo” per l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’ UNESCO. Hanno partecipato il sindaco Carlo Della Pepa, Renato Lavarini coordinatore della candidatura, Luciano Nardi e Miriam Goin dell’agenzia “Kube Libre” di Milano, Gilberto Guerriero, coordinatore Comunicazione Città di Ivrea, Paola Mantovani Direttore del Museo a cielo aperto dell’Architettura Moderna di Ivrea che hanno illustrato il sito internet della candidatura e il progetto di allestimento del Visitor’s Centre. Chiediamo a Lucia Mongiano di spiegarci la novità che ha caratterizzato l’incontro e cioè la proposta del “Manifesto per il futuro prossimo” da lei presentato a nome di tutte le istituzioni scolastiche dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea che ha come finalità l’invito a realizzare un museo didattico dell’innovazione a favore della formazione continua e permanente.

Di cosa si tratta? La scuola dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea – come ha ben sottolineato il Sindaco – comprende l’istruzione che va dal ciclo dell’infanzia all’ultima classe delle secondarie superiori includendo la formazione professionale. Una consistente fetta di popolazione del futuro. Da questa base giovanile parte l’istanza che per davvero tutto il territorio faccia sinergia partendo dalle importanti realtà e competenze già presenti, come il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, l’Associazione Archivio Storico Olivetti, l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa, unendo anche la partecipazione di forze economiche necessarie alla riuscita dell’impresa. Questa idea, da come leggo sul vostro manifesto, è patrocinata da: gli Istituti comprensivi di Azeglio, 1 e 2 di Ivrea, Pavone, Strambino, Settimo Vittone, Vistrorio, il Consorzio Interaziendale Canavesano per la formazione professionale, la Casa di Carità Arti e Mestieri, i Licei “Botta” e “Gramsci”, gli Istituti “Olivetti” e  “Cena”, rappresenta qualcosa come 94 plessi scolastici dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea. A cosa mira? Qui sono infatti presenti l’eredità materiale che testimonia di questa formidabile esperienza e il lascito immateriale – ecco dunque un’altra importante sinergia da attuare con la Fondazione Adriano Olivetti. Questo enorme patrimonio di cultura deve diventare diffuso e organizzato, deve dare vita ad un movimento di forte innovazione formativa ed un occasione di rilancio sociale ed economico dell’intero territorio. La richiesta che viene dal mondo della scuola mira alla società civile chiedendo di unire gli sforzi e le risorse per assumere l’iniziativa di diffondere questa ricchezza creando un polo educativo di eccellenza che abbiamo chiamato MuDI. Ci spieghi cosa intendete per MuDI. Lo pensiamo come ad un “unicum” a livello europeo, costituito da una Sezione storica che riguarda lo sviluppo nel tempo della scienza e della tecnologia che hanno determinato lo sviluppo delle conoscenze e del lavoro dell’uomo per arrivare alla preminente rivoluzione informatica, con lo slogan: imparare guardando. La seconda è una Sezione sperimentale basata sull’apprendimento con presentazioni in realtà aumentata e la conduzione personale di esperimenti con lo slogan: imparare giocando. La terza è la Sezione applicativa del saper fare FAB-brica LAB-oratorio per aiutare i giovani a sviluppare le loro idee nella creazione di nuovi prodotti e servizi, luogo d’incontro tra giovani e imprese e di alternanza scuola-lavoro con seminari di interesse specifico, con lo slogan: imparare facendo. L’ultima sezione riguarda l’Esposizione, esporre i prodotti caratteristici del territorio e delle sue opportunità turistiche: imparare viaggiando. Quindi, riassumendo, una struttura nuova che possa far coincidere istanze differenti animato da una sorta di “motore culturale”? Sicuramente in virtù della qualità e della quantità del materiale disponibile, può diventare un “unicum” europeo con la sua attrattiva culturale, turistica e il suo potenziale educativo possono costituire una forza propulsiva per lo sviluppo dell’intera comunità. Certamente il non realizzarlo in un fuimagesturo prossimo significherà invece la dispersione di un grande patrimonio di conoscenza che i nostri predecessori, sotto la guida di imprenditori illuminati, hanno accumulato e sfruttato per creare benessere diffuso in tutto il territorio. Quali sono stati i commenti a questa vostra iniziativa? Tra il pubblico c’era qualche dubbio, ma abbiamo subito ricevuto l’appoggio di Laura Salvetti, del Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, eppure le prove tangibili dell’esperienza di Ivrea ci sono e poi come diceva Adriano Olivetti: “Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”. Quale saranno i i primi passi del MuDI? Per ora una e-mail a cui si può scrivere, mudi@gmail.com perché dietro a quell’indirizzo ci sono tante persone impegnate nella missione dell’istruzione e del futuro prossimo degli studenti, e le prime riunioni progettuali con chi ha già dato l’assenso alla partecipazione. 

Fabrizio Dassano – Territori del ‘meraviglioso’ in Piemonte: Verrua Savoia

da:

L’ESCALINA

Rivista semestrale di cultura letteraria, storica, artistica, scientifica

Anno V – Numero 1

Aprile 2016

Associazione Culturale “I Luoghi e la Storia”

Ivrea

ISSN 2280-5095

L’Escalina (Ivrea)

ISBN 978-99-95704-86-9

 

 

 

 

  1. Considerazioni sulla geografia del fantastico

In genere la geografia del fantastico tende a dimostrare una possibile esistenza di aree più o meno vaste in zone apparentemente poco conosciute, ma di fatto irraggiungibili, in quanto fantastiche, non appartenenti al mondo reale. Ma si crede fermamente, e si trattano gli elementi geografici in maniera “scientifica”, come se esistessero. Insomma un dogma culturale che sembra svelare la tendenza ancestrale dell’umanità, tecnologicamente più avanzata, a tornare verso un ancestrale necessità di differenti livelli di realtà. E mi riferisco alle mappe fantastiche elaborate dallo scrittore Tolkjen, ma Leggi altro

Mercoledì 24 maggio 2017 a Borgo d’Ale (Vc)“…io sono sempre allegro fino all’ultimo momento…”

Mercoledì 24 maggio, alle ore 18,30 a Borgo d’Ale (Vc) presso la Biblioteca Civica (ex chiesa di S. Francesco Via Roma 1), si terrà l’inaugurazione della Mostra fotografica relativa al primo conflitto mondiale   Immagini dal Fronte con la presentazione del catalogo. Interverrà il prefatore dell’opera Fabrizio Dassano.

Locandina borgo d'ale

Il progetto, ideato ed eseguito dal gruppo fotografico “La Bottega”, si snoda sugli impegni e gli appuntamenti quadriennali 2015-2018 per il centenario della prima guerra, con la concessione all’utilizzo del logo ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un percorso articolato in immagini inedite sulla vita in Trincea e dal Fronte, un estratto dal diario del Sottotenente Amilcare Ruffino e documenti di combattenti borgodalesi. Una ricca documentazione attraverso una sequenza suggestiva e di grande impatto emotivo. Iniziata nel 2015 e arricchita quest’anno dallla collaborazione con l’ American  Battle Monuments Conmission una liaison da scoprire nel contesto della Mostra.

ORARI MOSTRA: 

Sabato       27 maggio      16-19

Domenica 28 maggio       10-12   16-19

Venerdì      2 giugno         10-12    16-19

Cristina Zaccanti, “Il mare, le nuvole: e poi?”

Cristina Zaccanti okPer questo mese di Aprile vi proponiamo una serie di racconti brevi di Cristina Zaccanti, nota figura di insegnante, oggi in pensione, attiva dal punto di vista culturale, religioso e politico. Proponiamo in questo articolo un suo racconto e altri nelle pagina a lei dedicata.

Il mare, le nuvole: e poi?”

Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.

Silvia, rannicchiata, sembrava osservare quella distesa nuova, recente di cataclisma eppure sacra d’incantesimo e il vento, unica voce, batteva e benediva spruzzando acqua dalle cime dei tralicci e dei non rari campanili. Le punte che affioravano testimoniavano l’antica altezza degli edifici della città, che, sommersi, si affannavano ad emergere perché ci si ricordasse anche di loro.

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Napoli: sette poesie di Raffaele Piazza per il nostro sito.

Le abbiamo appena ricevute in questo mese di marzo del 2017, sono sette poesie molto interessanti, ma soprattutto belle da leggere,
a cui dedichiamo uno spazio apposito in questa pagina:

https://scrividaquestenostrelande.wordpress.com/sette-poesie-di-raffaele-piazza/

La prima è dedicata a Pierpaolo Pasolini, un omaggio in cui il vuoto rumoroso della scomparsa del poeta si staglia sul panorama culturale di allora e di poi. Ma quell’allora, chiosa Raffaele Piazza, quel 2 novembre 1975 è quell’allora del ricordo personale di un bambino con sua nonna che, m’immagino io, gli spiega la notizia che sta passando al telegiornale o alla radio in soggiorno. Fa venire in mente il mare e il faro del nostro sito “Tesse una musica” perché l’azione di quel tessere diventa il movimento e l’immagine del mondo marino con tutto il suo specifiRaffaele piazzaco. Tra i troppi casi di suicidio di quei giovani che hanno spento l’impazienza di vivere nel loro futuro, c’è quello disperato della poesia dedicata “a Martina, morta suicida a 19 anni” in questa Firenze che invece immaginiamo luogo sicuro, difeso dalla propria cultura e dalla gaiezza dei flussi turistici. Le ultime quattro sono dei godibilissimi “fragmenta” di Alessia: con Giovanni ad Assisi, a Salisburgo e a Firenze a ridere con l’amica Veronica finalmente guarita, interrotte dalla telefonata di Giovanni.

FD